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precisa

che in merito alle promozioni di carattere medico specialistico pubblicate su vari siti web ed in particolare quelle relative a terapie sclerosanti  di vene e/o capillari, questi trattamenti non possono e non devono prescindere da una

visita specialistica chirurgica vascolare preliminare,

concernente soprattutto

un'indagine emodinamica  EcoDoppler 

e  suggerimenti di comportamento per una migliore protezione della circolazione sanguigna e linfatica.

Visitate la pagina Scleroterapia!


  
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CONSULTAZIONI del Dr. C.Capolongo

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Aeroplanino di carta  Aeroplanino di carta Riduci

E'una protesta personale contro la sospensione di alcuni voli dell' aeroporto Gino Lisa di Foggia, da parte del governo baricentrista


  
Le statine contro le tromboembolie venose  Le statine contro le tromboembolie venose Riduci
Le statine potrebbero essere la chiave per sradicare una delle cause più prevenibili di morti in ospedale. Questi farmaci, comunemente usati per la cura delle dislipidemie, riducono la minaccia del tromboembolismo venoso (TEV), tra il 15 e il 25%. A questa conclusione si è giunti in seguito a un’approfondita analisi su 36 studi che hanno coinvolto più di 3,2 milioni di persone, sostenuta dal National Institute for Health Research (NIHR) Collaboration for Leadership for Applied Health Research and Care (CLAHRC) East Midlands and the NIHR Leicester-Loughborough Diet, Lifestyle and Physical Activity Biomedical Research Unit. I risultati dei ricercatori del Leicester Diabetes Centre e dell'Università di Bristol forniscono un vasto corpo di prove sul beneficio clinico delle statine nella TEV. La scoperta potrebbe portare a nuove linee guida e a un ampliamento dell'uso del trattamento, attualmente approvato solo come ipolipemizzante, nella prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari, ma è anche una grande promessa come potenziale impatto su più condizioni di malattia. Questi risultati forniscono un ampio corpus di evidenze sul beneficio clinico delle statine nel TEV, con un vero e proprio effetto protettivo.

S. Kunutsor et al. The Lancet Haematology, 2017

Fonte FIMMG

  
Statine riducono rischio infarto, ictus e morte precoce  Statine riducono rischio infarto, ictus e morte precoce Riduci
(AGI) - Washington, 15 nov. - Le statine aiutano le persone con pressione sanguigna e colesterolo elevato a ridurre del 31 per cento le probabilita' di morire a causa di malattie cardiovascolari e di ridurre del 14 per cento il rischio di morire per qualsiasi causa. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio della Oregon Health & Science University di Portland (Usa) pubblicato sulla rivista Jama
Non solo. Questi farmaci hanno ridotto il rischio di morte precoce del 14 per cento, il rischio di avere un ictus del 29 per cento e il rischio di avere un infarto del 36 per cento. "Abbiamo scoperto che tutti i gruppi studiati hanno riportato una diminuzione del rischio di subire un attacco di cuore, ictus o morte, e quelli a piu' alto rischio hanno beneficiato al massimo dai farmaci che abbassano il colesterolo", ha concluso Roger Chou, autore dello studio.

Fonte FIMMG

  
ESTATE E CALDO emergenza gambe!  ESTATE E CALDO emergenza gambe! Riduci
Arrivano l'estate ed il caldo...Emergenza gambe - lunedì 27 aprile 2015

E' arrivata l'estate e con essa il caldo!, e con il caldo le vene si dilatano e, con esse,  i capillari che, invisibili, ora si fanno notare!

E non è tutto ...con vene dilatate, il flusso di sangue rallenta la sua velocità e ristagna.Così compaiono quei disturbi tipici dell'insufficienza venosa (senso di peso, stanchezza, dolori, bruciori, prurito, gonfiore delle caviglie,crampi notturni).

Cosa fare?

-far riposare le gambe cercando di svuotare le vene

-sottoporre le gambe a docce di acqua fresca massaggiandole dal basso verso l'alto con il getto

-assumere qualche farmaco per rinforzare le pareti delle vene

-indossare se possibile i collant riposanti

...ma soprattutto rivolgersi il più presto possibile al proprio chirurgo vascolare, soprattutto nel caso in cui compaia improvvisamente un dolore in corrispondenza del polpaccio!

Maggiore attenzione deve prestare chi usa la pillola contraccettiva o segue terapie a base di ormoni estro-progestinici (terapie sostitutive in menopausa etc...)



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Burro?,che male c'è?  Burro?,che male c'è? Riduci

Cuore: burro non aumenta rischio malattie cardiache

giovedì 30 giugno 2016 14.38 - AGI


(AGI) - Londra, 30 giu. - Il burro potrebbe non essere un male per la salute. Uno studio della Tufts University di Boston ha confutato il legame tra consumo di burro e aumento del rischio di malattie cardiache. In particolare, gli scienziati hanno scoperto che mangiare un cucchiaio di burro al giorno ha poco impatto sulla mortalita' generale, nessun legame significativo con malattie cardiovascolari e ictus. Al contrario il consumo di burro potrebbe avere un piccolo effetto nel ridurre il rischio diabete. In totale, sono stati presi in considerazione i dati di quasi 640mila adulti con un'eta' compresa tra i 44 e i 71 anni. Lo studio ha, inoltre, indagato su oltre 28mila morti, quasi 10mila casi di malattie cardiovascolari e circa 24mila casi di diabete. Ebbene, dai risultati i ricercatori hanno concluso che il burro non dovrebbe essere "demonizzato" e neanche considerato un bene per la salute. I dettagli dello studio sono stati presentati al Health Forum del Regno Unito.

Fonte FIMMG






  
 Aterosclerosi:problemi cardiovascolari con valori elevati di Omocisteina!   Aterosclerosi:problemi cardiovascolari con valori elevati di Omocisteina! Riduci
Aterosclerosi: problemi cardiovascolari con omocisteina alta

(AGI) - Roma, 13 giu. - Livelli elevati di omocisteina nel sangue potrebbero creare gravi problemi cardiovascolari favorendo lo sviluppo dell'aterosclerosi. A suggerire l'utilita' di misurare questa proteina sono stati i ricercatori della Fondazione Santa Lucia in uno studio pubblicato sulla rivista Medicine.
Lo studio ha appurato che pazienti amputati a causa di problemi vascolari avevano valori di omocisteina superiori ai pazienti amputati per altre ragioni. Ma i risultati piu' significativi della ricerca vanno oltre. I medici hanno innanzitutto constatato che soggetti in riabilitazione con valori di omocisteina normali hanno alla fine raggiunto livelli superiori di recupero funzionale, dimostrando una correlazione tra il controllo di questo aminoacido nel sangue e le potenzialita' riabilitative del soggetto. Sorprendente e' un altro risultato dello studio. Tra i pazienti che avevano subito amputazione per problemi vascolari, solo il 7 per cento era stato sottoposto a controllo dei valori di omocisteina nel sangue prima del ricovero presso la Fondazione. E' un esame poco costoso e che consentirebbe d'impostare per tempo una terapia farmacologica. Non solo l'esame sarebbe poco costoso, bensi' anche la terapia, che richiede semplicemente d'integrare la dieta con un supplemento di acido folico e vitamina B.

Fonte FIMMG

  
Consumare poco sale aumenta il rischio di infarto!  Consumare poco sale aumenta il rischio di infarto! Riduci
Infarto: contrordine, consumare poco sale aumenta rischio

(AGI) - Washington, 23 mag. - Per moltissimo tempo si e' ritenuto che una dieta ricca di sale fosse pericolosa per la salute, in quanto associata a un aumento del rischio di subire un infarto o un ictus. Ora pero' uno studio della McMaster University (Canada) ha scoperto che, contrariamente a quanto si pensava, le diete a basso contenuto di sale possono invece aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari o il rischio di morire, rispetto alle diete che prevedono un consumo medio di sale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Lancet, e' stato condotto coinvolgendo oltre 130mila persone provenienti da 49 paesi. In particolare, e' stato analizzato il rapporto tra assunzione di sale e rischio malattie cardiache, ictus e morte. I risultati hanno mostrato che, indipendentemente dal fatto che le persone hanno la pressione alta o meno, l'assunzione di poco sale e' legata a una maggior incidenza di attacchi cardiaci, ictus e decessi rispetto a un'assunzione media. Per basso consumo di sale, i ricercatori intendono meno di tre grammi al giorno.



Fonte FIMMG

  
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Il Dr. Cosimo Capolongo nasce a Foggia il 21 ottobre del 1961 e si diploma presso il Liceo Classico A. Moro di Manfredonia.

Grand'Alfiere e Cavaliere di S.Giorgio del SOGL (Supremus Ordo Goliardicus Liguriae) .

Laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Genova nel 1990,si abilita alla professione di Medico Chirurgo nel mese di novembre dello stesso anno.

Si specializza in Chirurgia Vascolare nel 1995, presso la Cattedra di Chirurgia Vascolare della stessa Università, diretta dal Prof. Pietro Belardi.

E' iscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi della provincia di Genova dal mese di marzo del 1991 al n.°12428.

Nel suo curriculum si annoverano gli incarichi di Assistente, di Aiuto Operatorio e di  Reperibilità presso  il servizio di Urgenze  della divisione di Chirurgia Vascolare del  "Centre Hospitalier Princesse Grace" nel Principato di Monaco,  diretta dal Docteur André Marsan.

Attualmente svolge attività libero professionale di Chirurgo Vascolare  ed è iscritto all'Albo  dei Periti  in Chirurgia Vascolare presso il Tribunale di Genova e dei Consulenti Tecnici in Chirurgia Vascolare presso il Tribunale Civile di Genova.

E' membro della Società Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale.

 


  
Aneurisma aorta addominale - Diagnosi precoce  Aneurisma aorta addominale - Diagnosi precoce Riduci
c h i r v a s c u l a i r ANEURISMA DELL'AORTA ADDOMINALE? - sabato 19 gennaio 2013

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diagnosi precoce e prevenzione

dell'Aneurisma dell'Aorta Addominale 

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visita ed ecografia

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e  senza impegnativa del Medico Curante

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Novità c h i r v a s c u l a i r  Novità c h i r v a s c u l a i r Riduci
Recenti studi di una Università degli USA hanno dimostrato che la presenza di una placca in corrispondenza dell'arteria carotide può predire, con maggiore accuratezza,una malattia delle arterie coronarie ( quelle del cuore) che causa l'infarto.
Ma cosa sono e come si formano le placche?
Le placche sono accumuli di grasso e sangue sulle pareti delle arterie carotidi e si formano per molteplici motivi: la pressione arteriosa alta, l'aumento dei valori del colesterolo e del glucosio nel sangue, per esempio.
Cosa fare per controllare queste placche? Sottoporsi ogni anno ad un ECOCOLORDOPPLER delle arterie carotidi, sopratttutto se si è fumatori, e dai 40 anni in poi.
A chi rivolgersi? Ovviamente ad un medico competente e cioè il Chirurgo Vascolare!

 


  
Colesterolo "cattivo" sotto 70 diminuisce del 25% il rischio di un secondo infarto  Colesterolo "cattivo" sotto 70 diminuisce del 25% il rischio di un secondo infarto Riduci


Ogni anno nel nostro Paese si registrano più di 135.000 eventi coronarici acuti, dei quali un terzo risultano fatali. Le persone che hanno avuto un infarto, poi, corrono un forte rischio di svilupparne un secondo. Nei primi due anni successivi all’infarto la probabilità di essere nuovamente ricoverati è superiore al 60% dei casi e il 30% di questi è dovuto a una nuova sindrome coronarica acuta. Ma c’è una buona notizia: l’impatto delle recidive si può ridurre con una dieta equilibrata, attività fisica regolare, evitando il fumo di tabacco e, soprattutto, controllando i fattori di rischio, in particolare il colesterolo, tutte le evidenze indicano che mantenere stabilmente il colesterolo Ldl al di sotto di 70 mg/dL diminuisce di circa il 25% il rischio di un secondo evento.

Fonte FIMMG

  
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